Cenni storici

La colonizzazione del territorio di Garniga ha inizio molto probabilmente tra la fine del XII secolo e la prima metà del XIII. I primi abitanti stabili provenivano dagli altipiani di Folgaria e Luserna, dove nei secoli precedenti si era stabilita una popolazione di origine bavarese che parlava un dialetto tedesco definito Cimbro. Tale ipotesi è confermata da alcuni antichi documenti che testimoniano l'esistenza di relazioni d'affari tra gli abitanti di Garniga e i territori Cimbri.

Che i primi coloni siano stati tutti o quasi di lingua tedesca lo testificano molti toponimi, nomi propri di persona che compaiono sui documenti del XIII e XIV secolo e anche la scelta del patrono della chiesa di S. Osvaldo, il cui culto era diffuso nei territori alpini di lingua tedesca.

Possiamo dire che dopo la metà del 1200 il Paese di Garniga era formato e vi erano già insediamenti stabili in gran parte delle frazioni attuali.

Durante i secoli successivi arrivano persone di lingua italiana provenienti dal fondo valle e in particolare dalla Vallagarina che si mescolano alle popolazioni originarie di lingua tedesca. Fino alla fine del '600 molte famiglie sono bilingue, poi nel secolo successivo il tedesco viene sostituito definitivamente dall'italiano.

Lo sfruttamento dei boschi (per la maggior parte cedui) è sempre stato fondamentale per la povera economia del paese. La vendita di legna da ardere e la produzione di calce viva e di carbone (o meglio carbonella) giustificano probabilmente la forte presenza di cognomi legati e derivanti da queste attività, cioè Coser (da cuocere la roccia calcarea) e Carbonari.

Fino alla prima metà del '900 Garniga è stata un Paese di contadini, allevatori e boscaioli che praticavano un economia di sussistenza con pochi contatti verso i territori vicini. Lo sviluppo economico ha conosciuto una svolta dopo la metà degli anni '50 quando è stata aperta la strada di collegamento con il fondo valle e la città di Trento.

Ricordiamo che Garniga, pur vicina a Trento geograficamente, ha avuto la strada carrozzabile solo nel 1956. È da quella data che la vita e l'economia del paese cambiano radicalmente: tanti giovani scendono più facilmente a valle per il lavoro, qualcuno diventa artigiano o piccolo imprenditore, altri si trasferiscono definitivamente in città.

Grazie alle potenzialità economiche offerte dalla città gli abitanti di Garniga hanno possibilità di trovare lavoro, in Paese nascono numerose imprese artigiane e si sviluppa in modo consistente il turismo, nascono tre alberghi, vengono rilanciate le cure termali, nasce una Pro Loco e si ristrutturano le case.

L’etimologia del nome Garniga è alquanto controversa, perché il toponimo è di difficile interpretazione.

La versione più frequente e forse anche la più comoda è quella che la fa derivare dal tedesco “gar nichts”, parola composta che sta a significare “proprio niente”.

Ci spieghiamo meglio: è documentato che, verso la fine del XII secolo o l’inizio del 13°, siano giunti a Garniga, o meglio nel suo esteso territorio, parecchi minatori tedeschi con lo scopo di sondare e studiare il terreno.

Il loro incarico era di verificare se ci fossero veramente delle “ipotetiche” miniere e la possibilità di sfruttamento. Arrivarono però ad un flop clamoroso, tanto da affermare che in quella zona non c’era assolutamente nulla, un bel niente, cioè gar nichts nella loro lingua, a cui verrebbe attribuita l’etimologia di Garniga. Però questi minatori (colonizzatori) rimasero sul posto, trasformandosi via via in pastori, agricoltori, boscaioli e cacciatori.

Mercoledì, 14 Settembre 2016 - Ultima modifica: Mercoledì, 07 Giugno 2017

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